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Settore Programmazione Socio Sanitaria

Piano di Zona triennale per la Salute e il benessere sociale (2009-2011)

Il Piano Sociale e Sanitario 2008-2010 della Regione Emilia-Romagna ha introdotto, nel sistema di programmazione distrettuale una innovazione di grande portata, ossia la concreta integrazione degli strumenti programmatori in campo sanitario, socio-sanitario e sociale e, conseguentemente, delle progettualità e delle attività e servizi connesi.

Già a partire dall’anno 2009, il Settore Programmazione Socio-Sanitaria dell'Ente ha previsto la stesura di un unico documento di programmazione distrettuale – Piano di zona triennale per la Salute e il Benessere Sociale (P.d.Z. 2009-2011 e P.A.A. 2009) – che sostituisce il precedente Piano Sociale di Zona e ricomprende il Programma delle Attività territoriali del Distretto (P.A.T.), il Piano Distrettuale per la non Autosufficienza, i Programmi di azione dei Piani per la Salute, gli obiettivi strategici e le priorità di intervento in ambito sociale.

A livello locale l’innovazione introdotta dal Piano Sociale e Sanitario regionale ha trovato applicazione dapprima nella stesura dell’Atto di indirizzo e Coordinamento a livello provinciale con il coinvolgimento diretto delle Aziende Sanitarie nell’analisi delle priorità di intervento in campo sanitario e, successivamente, nella ipotesi di ridefinizione del sistema di “governance locale” strutturato per garantire la più ampia partecipazione dei rappresentanti delle forze sociali e, nel contempo, trovare strumenti efficienti di elaborazione ed innovazione progettuale.

 

Formazione

A sostegno di questa attività progettuale e dell’innovazione,nel corso del 2009 sono stati realizzati momenti di formazione specifica sia per i componenti i Tavoli che per i nuovi Amministratori.
Tali attività formative proseguiranno anche nel 2010, in collaborazione con la Conferenza sociosanitaria di Bologna, con la Provincia e la Regione Emilia Romagna.

 

Monitoraggio

Il monitoraggio delle attività, quale supporto informativo di programmazione e verifica delle stesse ha visto l’attivazione sperimentale programmata dei Tavoli, con questo specifico compito, durante l’anno appena trascorso.
Questo impegno, ancora in fase di rodaggio, presenta a tutt’oggi alcune difficoltà, per altro prevedibili quando si sperimentano nuove metodologie di lavoro.

 

Piano attuativo 2010

Le attività di Formazione e di Monitoraggio, nonché l’impegno dei componenti i Tavoli troveranno poi applicazione nella predisposizione entro i primi mesi dell’anno del Piano attuativo 2010 quale declinazione annuale del Piano Triennale di Zona per la Salute ed il Benessere sociale.

Profilo di comunità

La predisposizione nel 2009 del Profilo di Comunità Provinciale (con la successiva estrapolazione dei dati relativi al nostro territorio) e il suo aggiornamento nel 2010 forniscono il supporto scientifico all’elaborazione del Piano.

 

Accreditamento

L’accreditamento dei servizi socio-sanitari è frutto di una serie di interventi normativi regionali mirati a rendere effettivo il dettato dell’articolo 38 della L.R. 12 marzo 2003, n. 2, recante “Norme per la promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”, come sostituito dall’art. 39 della L.R. 22 dicembre 2005, n. 20.

Gli obiettivi strategici che la Regione persegue attraverso l’introduzione dell’accreditamento sono:

  • la qualificazione dei servizi;

  • la qualificazione del lavoro di cura;

  • l’omogeneizzazione della qualità offerta e delle forme di partecipazione al costo da parte dei cittadini;

  • l’innalzamento della capacità gestionale dei soggetti produttori;

  • il miglioramento dell’efficienza e la razionalizzazione del sistema di offerta.

Nel corso del 2009 la Giunta regionale ha messo a punto gli strumenti che consentono ai Comuni di dare avvio al percorso dell’accreditamento stabilendo che a decorrere dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia – Romagna della deliberazione n. 2110 del 21/12/2009 “Approvazione del sistema omogeneo di tariffa per i servizi sociosanitari per anziani valevole per l’accreditamento transitorio” dovranno essere applicati nuovi criteri e procedure nella selezione del gestore e non sarà più possibile procedere tramite appalto per l’affidamento dei seguenti servizi:

  • centri residenziali per anziani (RSA e Case protette);

  • centri semi-residenziali per anziani (Centri Diurni);

  • assistenza domiciliare socio-assistenziale;

  • assistenza domiciliare socio-educativa.

Tale sistema nel corso del 2010 dovrà essere implementato a livello locale, infatti la trasformazione del sistema investe a livello regionale sia i Comuni che i gestori pubblici e privati nelle modalità di committenza, produzione e remunerazione dei servizi.

L’introduzione del sistema di remunerazione collegato all’accreditamento necessita quindi di “una gestione equilibrata delle risorse e di garanzia del perseguimento di una progressiva omogeneità ed equità anche per quanto riguarda la contribuzione degli utenti”.

In tale quadro la normativa regionale richiede che a livello locale vengano definiteLinee di indirizzo omogenee a livello di ambito circondariale” e che il sistema venga governato a livello distrettuale (per il nostro territorio coincidente con il Nuovo Circondario Imolese).

 

Le Politiche Giovanili

La Politica di governance della Regione Emilia Romagna, vede nel Territorio Distrettuale (coincidente, per l’ambito imolese, col territorio del Nuovo Circondario Imolese) il luogo di programmazione e sintesi delle politiche del Welfare, sul modello di quanto già avviene in tema di Politiche sociosanitarie.

Nello specifico la Legge Regionale 28 luglio 2008 n. 14 “Norme in materia di politiche per le nuove generazioni” disegna un quadro in cui il minore e l’adolescente sono al centro di una rete di servizi che garantiscono un vero e proprio sistema di tutela da una parte e di promozione alla vita di comunità dall’altra.

Questo modello prevede l’inserimento a pieno titolo sia delle politiche scolastiche che di quelle legate al mondo giovanile nel Piano di Zona per la salute ed il Benessere Sociale.

A tale proposito la Regione ha previsto un Coordinamento Provinciale per le politiche giovanili, a cui corrisponderà a livello locale il Tavolo DISTRETTUALE, con compiti di coordinamento delle Politiche.



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