Premessa
Nell'analizzare i principali temi relativi alla programmazione del sistema di welfare locale occorre innanzitutto rispondere al mutato contesto territoriale, individuando da subito le risorse (economico finanziarie e umane) da attivare in termini di collaborazione e messa in rete, per promuovere politiche volte ad affrontare la crisi in atto.
E' ormai assodata la necessità di affrontare i nodi della crisi prescindendo da una suddivisione in target di utenza o di settori di intervento o di competenza. L'approccio deve essere orientato a cogliere la complessità dei problemi e ad una visione d'insieme dei temi del welfare, secondo quanto già previsto nel "Libro bianco di Lisbona " (2001).
Le famiglie, nelle loro diverse composizioni, potrebbero essere il soggetto principale di intervento delle politiche di welfare. Sostenendole e affiancandole nel coniugare impegni di cura e lavoro, nei problemi di natura economica, di relazione e di salute si supera finalmente l'ottica della prestazione individuale/caso singolo.
Prioritarie per la programmazione diventano le seguenti aree integrate/di lavoro:
- Impoverimento. Fenomeno che attraversa la nostra società senza risparmiare nessuno: dalle persone in situazione di povertà estreme, che oggi vivono una recrudescenza, agli immigrati che, dopo un periodo di relativa integrazione, si trovano a vivere una nuova difficoltà dopo la perdita del lavoro e senza potere contare su una rete familiare di appoggio, fino ad arrivare al ceto medio che affronta oggi nuove difficoltà. Diventa più che mai necessario pensare al sociale come ad un'area di attività ampia che meglio si connetta con il tema della "casa" e del "lavoro";
- Giovani generazioni. Si fa pressante la necessità di affrontare i crescenti casi di fragilità educativa, dispersione scolastica, allontanamento dei minori, di abuso e maltrattamento, di accoglienza di minori stranieri non accompagnati. Diventa centrale porre attenzione alle reali prospettive di inserimento lavorativo di giovani, ma anche di ragazzi lontani dal mondo della scuola, della formazione e del lavoro (i cosiddetti NEET);
- La comunità come risorsa per attivare nuove forme di coesione sociale. Occorre riattivare le risorse della comunità al fine di progettare e, possibilmente programmare azioni volte a mitigare gli effetti della crisi sulle famiglie e promuovere scambi e integrazioni di professionalità tra sociale e sanitario, tra servizi istituzionali e volontariato, tra professionisti e carer giver informali. E' utile proseguire sulla strada delineata da alcuni percorsi formativi già avviati sul lavoro di comunità, promuovendo per la prossima programmazione annuale/biennale alcune sperimentazioni dal livello locale a progetto distrettuale del Piano di zona per la programmazione dei piani attuativi annuali per la salute ed il benessere sociale. Questo approccio può rendere la partecipazione meno rituale e attivare energie e collaborazioni per affrontare le "nuove" problematiche sociali.
- Sviluppo del Servizio sociale e del Servizio sanitario territoriale. Il servizio sociale va ripensato in un'ottica comunitaria: per ciascuna persona va previsto un ascolto più personalizzato e un progetto di aiuto che attivi risorse del contesto di vita. Il servizio sociale non può più essere un mero erogatore di servizi e prestazioni, ma deve essere promotore delle risorse del territorio, connettore di risorse disponibili (out of pocket delle famiglie) e di una comunità competente. Va prevista una reale integrazione operativa a livello di territorio, fra il servizio sociale e quello sanitario. Vanno attivate a sostenute le capacità di creare nuove aggregazioni sociali (forma di auto mutuo-aiuto, servizi autogestiti, ecc).
- Tutto ciò non può prescindere dal necessario supporto ai professionisti - operatori che si trovano a fronteggiare situazioni di conflitto sociale sempre più accese e spesso, in solitudine.
- La Formazione permanente e la progettazione di una rete integrata a livello territoriale, adeguatamente dotata di risorse umane e professionali, può essere la chiave di volta di questo progetto.
Attività e progetti
Piano di Zona triennale per la Salute e il Benessere Sociale (2009-2011)
Il Piano Sociale e Sanitario 2008-2010 della Regione Emilia-Romagna ha introdotto, nel sistema di programmazione distrettuale, una innovazione di grande portata, ossia la concreta integrazione degli strumenti programmatori in campo sanitario, socio-sanitario e sociale e, conseguentemente, delle progettualità e delle attività e servizi connessi.
Già a partire dall'anno 2009, è stata quindi prevista la stesura di un unico documento di programmazione distrettuale - Piano di Zona triennale per la Salute e il Benessere Sociale (P.d.Z. 2009-2011 e P.A.A. 2009) - che sostituisce il precedente Piano Sociale di Zona e ricomprende il Programma delle Attività territoriali del Distretto (P.A.T.), il Piano Distrettuale per la non Autosufficienza, i Programmi di azione dei Piani per la Salute, gli obiettivi strategici e le priorità di intervento in ambito sociale.
A livello locale (www.nuovocircondarioimolese.it/it/980-programmazione-socio-sanitaria.htm) l'innovazione introdotta dal Piano Sociale e Sanitario regionale ha trovato applicazione, dapprima, nella stesura dell'Atto di indirizzo e Coordinamento a livello provinciale, con il coinvolgimento diretto delle Aziende Sanitarie nell'analisi delle priorità di intervento in campo sanitario e, successivamente, nell' ipotesi di ridefinizione del sistema di "governance locale" strutturato per garantire la più ampia partecipazione dei rappresentanti delle forze sociali e, nel contempo, trovare strumenti efficienti di elaborazione ed innovazione progettuale.
La crisi economico finanziaria di cui in premessa, ormai sociale con tutti i suoi effetti, sta profondamente influendo sul sistema di welfare, sia a livello regionale che locale.
Le difficoltà nella programmazione delle risorse hanno fatto sì che la Regione Emilia-Romagna abbia deciso di prorogare la validità del Piano Zona triennale per la Salute e il Benessere sociale (2009-2011), soprassedendo alla formulazione di un nuovo Piano Sociale e Sanitario.
La complessità della situazione attuale e l'impegno progettuale regionale, si esplicheranno attraverso la proposta di Linee guida per l'accompagnamento dei territori verso la realizzazione del Piano Annuale 2013 (o biennale 2013-2014).
Pertanto nel 2013, anno considerato di transizione, proseguirà l'implementazione della metodologia poc'anzi descritta, attraverso la predisposizione del Programma Attuativo 2013 del Piano di Zona per la Salute ed il Benessere Sociale.
Se, infatti, il Piano di Zona è inteso come strumento privilegiato per la progettazione della Comunità locale, deve necessariamente essere luogo di ricomposizione e integrazione di saperi, proposte, idee e risorse umane ed economiche.
Proseguiranno, inoltre, le procedure di analisi e programmazione a livello provinciale e distrettuale, quale implementazione del sistema regionale di monitoraggio dei Piani per la Salute ed il Benessere Sociale (www.nuovocircondarioimolese.it/it/1046-piano-per-la-salute-e-il-benessere-sociale-2009-2011.htm).
Profilo di comunità
Quest'anno la Provincia di Bologna ha scelto di non esplodere i livelli distrettuali riservandosi un'analisi macro in vista della definizione del Profilo per la predisposizione del Piano triennale prossimo. La Regione Emilia-Romagna, al momento a livello di Comitato tecnico scientifico della Cabina di regia, sta valutando l'ipotesi di un profilo di Comunità Regionale, propedeutico alle linee di indirizzo e al Piano Sociale e Sanitario regionale.
Piano attuativo 2013 (biennale 2013-2014)
L'impegno dei componenti i Tavoli, quali rappresentati della Comunità locale, nel programmare le attività ed i progetti afferenti il nostro territotio, si sostanzierà nella predisposizione del Piano Attuativo 2013.
Si sta procedendo al consueto aggiornamento dei componenti i Tavoli, al fine di potenziarne l'operatività.
Staff tecnico Provinciale - Ufficio di supporto alla CTSS
Prosegue nel 2013 l'attività di coordinamento provinciale che vede nello staff tecnico lo strumento di condivisione fra i territori dei distretti delle metodologie integrate sociosanitarie e di programmazione sociale, con una forte attenzione alla formazione congiunta fra i componenti lo staff sia di area sociale che sanitaria.
In particolare, per il nostro territorio, ciò rappresenta anche l'occasione per supportare la necessaria sinergia fra la CTSS di Bologna e quella di Imola.
Questa attività ha permesso di omogeneizzare, nel corso degli ultimi anni, indirizzi e metodologie inerenti la programmazione sociosanitaria.
Formazione
I servizi sociali sono oggetto di una campagna di comunicazione, sia interna, sia esterna agli Enti Associati, tesa a legittimare le prestazioni sociali come diritti essenziali da garantire alla cittadinanza.
La difficoltà degli Enti locali territoriali a percepirsi come un "unicum" crea, a volte, criticità nella programmazione e nella stessa erogazione delle prestazioni. Si confermano, pertanto, anche per il 2013, a sostegno sia dell'attività progettuale, che di monitoraggio, momenti di formazione per i componenti i Tavoli, per gli amministratori e i tecnici dei Comuni, di recente coinvolti nella programmazione distrettuale.
Tali attività formative proseguiranno anche nel 2013, in collaborazione con la Conferenza socio-sanitaria di Bologna, con la Provincia e la Regione Emilia-Romagna.
A tale proposito va evidenziata la collaborazione di questo territorio con l'Agenzia Sociale e Sanitaria regionale, che si estrinseca nella partecipazione dell'Ufficio di Piano e del Comune di Mordano al progetto Community Lab, con la prospettiva di estendere tale modalità partecipativa a tutto il territorio.
Monitoraggio
Il monitoraggio delle attività, quale supporto informativo di programmazione e verifica delle stesse, proseguirà attraverso l'attivazione programmata dei Tavoli, con questo specifico compito. L'esperienza degli ultimi anni, è stata senz'altro pilota e, a fronte di alcune criticità, ha visto la sperimentazione di nuove metodologie di lavoro.
L'impegno preso dalla Regione Emilia-Romagna di rendere fruibili tutte le informazioni raccolte attraverso i vari sistemi infomativi regionali, dovrebbe, appena attuato, fornire il necessario supporto alla conoscenza dei dati e al loro utilizzo nella concertazione fra le parti.
Accreditamento
L'accreditamento dei Servizi Socio-Sanitari è frutto di una serie di interventi normativi regionali mirati a rendere effettivo il dettato dell'articolo 38 della L.R. 12 marzo 2003, n.2, recante "Norme per la promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali", come sostituito dall'art. 39 della L.R. 22 dicembre 2005, n.20.
Gli obiettivi strategici che la Regione persegue attraverso l'introduzione dell'accreditamento sono:
- la qualificazione dei servizi;
- la qualificazione del lavoro di cura;
- l'omogeneizzazione della qualità offerta e delle forme di partecipazione al costo da parte dei cittadini;
- l'innalzamento della capacità gestionale dei soggetti produttori;
- il miglioramento dell'efficienza e la razionalizzazione del sistema di offerta.
La gestione della titolarità e della sottoscrizione dei contratti di servizio, assegnata dalla Conferenza Sociale e Sanitaria di Imola al Nuovo Circondario Imolese, presuppone che il Nuovo Circondario Imolese sia dotato delle necessarie risorse tecniche per svolgere tale funzione.
Questo determinerà nel corso del 2013 una complessiva ridefinizione dei ruoli e delle relazioni fra Nuovo Circondario, ASP Nuovo Circondario Imolese, AUSL Imola e soggetti accreditati al fine di ridisegnare il sistema sociosanitario locale.
Progetto affiancamento Enti Gestori e Progetto verifica del rispetto dei requisiti previsti dai Contratti di Servizio
Contestualmente al rafforzarsi del processo di accreditamento la Regione Emilia-Romagna ha avviato un processo di affiancamento degli Enti Gestori, individuando nel livello distrettuale (ufficio di Piano e distretto Ausl) l'ambito ottimale per questo progetto volto alla formazione di un clima favorevole ed un approccio proattivo da parte degli attori del processo in atto.
Parimenti in sinergia con l'area vasta Ausl Bologna e gli altri Distretti della Provincia, è stata attivata la procedura di verifica del possesso dei requisiti da parte degli Enti Gestori con contratto di servizio.
Politiche Giovanili
La Politica di governance della Regione Emilia-Romagna, vede nel Territorio Distrettuale (coincidente, per l'ambito imolese, col territorio del Nuovo Circondario Imolese) il luogo di programmazione e sintesi delle politiche del Welfare, sul modello di quanto già avviene in tema di Politiche sociosanitarie.
Nello specifico la L.R. 28 luglio 2008 n. 14 " Norme in materia di politiche per le nuove generazioni" disegna un quadro in cui il minore e l'adolescente sono al centro di una rete di servizi che garantiscono un vero e proprio sistema di tutela da una parte, e di promozione alla vita di comunità, dall'altra.
Questo modello prevede, nel Piano di Zona per la Salute ed il Benessere Sociale, l'inserimento a pieno titolo sia delle politiche scolastiche che di quelle legate al mondo giovanile.
A tale proposito la Regione ha previsto un Coordinamento Provinciale per le politiche giovanili, a cui corrisponde, a livello locale il Tavolo Distrettuale, con compiti di coordinamento delle Politiche. Pertanto la Provincia ha proposto ai Distretti Provinciali l'istituzione di una rete di ambito territoriale con il compito di omogeneizzare la progettazione dei distretti e supportare la Provincia stessa nei processi conseguenti.
Dopo l'approvazione nel 2011 del protocollo operativo, fra Comuni del Nuovo Circondario Imolese e Provincia, e la realizzazione di progetti sovradistrettuali (come ad esempio il progetto Il Futuro volta le spalle alla Mafie che ha coinvolto ragazzi di tutta la Provincia, mettendoli in contatto diretto con realtà territoriali nelle quali sono presenti esperienze concrete di lotta alle mafie) nel 2013 si proseguirà con le seguenti attività -progetti- distrettuali:
- Il Fututo volta le spalle alle Mafie, prosecuzione progetto 2011, con la ripetizione di un campo di lavoro in Calabria;
- Il Futuro volta le spalle alle Mafie II, con l'attivazione di progetti di laboratori di scrittura e teatrali, e scambi con la città di Palermo;
- Giovani e cittadinanza attiva, che vedrà il coinvolgimento dei giovani in attività formative ed istituzionali;
- La villa in Musica, progetto del Comune di Casalfiumanese per la realizzazione di una sala musica.
Progetto Regionale Politiche Giovanili
Forte dell' esperienza della Provincia di Bologna, la Regione ha attivato per il 2013 un bando specifico che, sul modello provinciale, propone il superamento delle politiche comunali, individuando quale ambito minimo ottimale il Distretto se non l'intero territorio provinciale.
Servizi educativi 0-3 anni - Formazione
La Provincia, nell'ambito del processo di programmazione distrettuale del welfare di comunità, dal 2010, ha affidato le competenza dell'erogazione dei fondi relativi, all'Ufficio di Piano.
Nello stesso tempo, individuandolo come punto cardine di integrazione fra le progettualità locali, attiva un ruolo di coordinamento dell'Ufficio di Piano per favorire progetti formativi distrettuali.
In ambito formativo, dal 2013, saranno inoltre previsti momenti di integrazione con l'attività di programmazione delle Scuole del Distretto Nuovo Circondario Imolese e con il Servizio Disabili Provinciale, al fine di una ridefinizione delle procedure relative agli stages formativi e lavorativi.
Sul modello delle politiche giovanili sono stati, inoltre, individuati: un Comune capofila per le attività amministrative, un esperto tecnico per la formazione ed un referente politivo distrettuale.
Progetto "Formazione cittadini stranieri"
La Provincia di Bologna ha individuato nell'ambito distrettuale (Nuovo Circondario Imolese) l'ambito ottimale per la realizzazione di progetti di Lingua Italiana per cittadini stranieri.
La normativa nazionale, che prevede la conoscenza della lingua ed il superamento di un "esame" per il rilascio del permesso di soggiorno, ha reso stringente l'individuazione nel Centro Formazione Pubblica di Imola il partner a cui affidare formalmente la realizzazione degli interventi formativi.
La Provincia, infatti, su indicazione della Regione Emilia-Romagna, nell'ambito del processo che vede sempre più coinvolto il livello distrettuale nella programmazione del welfare di comunità, ha affidato la competenza dell'erogazione dei fondi relativi al progetto ministeriale ABC, al Nuovo Circondario Imolese, che lo segue attraverso l'Ufficio di Piano.
Tale progetto, che vede anche il coinvolgimento sperimentale dell'Ufficio Anagrafe del Comune di Castel S. Pietro Terme, ha come obiettivo la proposta di corsi di lingua italiana a cittadini stranieri in arrivo nel nostro paese, al fine di facilitarne l'inserimento.
La Provincia ha inoltre chiesti ai territori, l'individuazione del referente tecnico e politico per l'erogazione di fondi per le iniziative di contrasto alla discriminazione.
Ricerche - Gruppi di Lavoro
La Regione Emilia-Romagna, attraverso l'Agenzia Sanitaria Regionale ha attivato numerose ricerche che vedono la partecipazione del Responsabile all'Ufficio di Piano - Ufficio di supporto alla CTSS di Imola - come componente di gruppi di lavoro e/o valutazione:
- Sportelli Sociali;
- Focus Group sul Servizio Sociale Territoriale;
- Lavoro di Comunità;
- Osservatorio Giovani;
- Nucleo di valutazione Politiche Giovanili;
- Officina regionale welfare.
Servizio Civile
Il Servizio Civile rappresenta uno dei temi qualificanti la realtà sociale di un territorio. Per questo, l'Ufficio di Piano, si è fatto carico di un'intensa opera di sensibilizzazione nei confronti delle scuole.
E' stato attivato un circuito virtuoso che vede come centrale l'attività del Servizio Civile presso le scuole del territorio. Questa attività costituisce un importante momento di formazione, riconosciuto e richiesto dalle scuole stesse.
Parimenti, l'Ufficio di Piano ha favorito la collaborazione fra Enti per la necessaria formulazione di un unico progetto distrettuale di Servizio Civile.
Questo territorio ha infine contribuito alla diffusione del Bando straordinario per il servizio Civile nelle zone del terremoto e la partecipazione alle attività di formazione.
Progetto "Assistenti Familiari" - Progetto "Disabilità" - Progetto "Protocollo somministrazione Farmaci nelle scuole"
La Provincia di Bologna ha individuato nel Nuovo Circondario Imolese il referente di ambito per i progetti di cui sopra, afferenti l'area del Lavoro (facenti capo all'Ufficio provinciale del Lavoro) e l'area della Scuola (facente capo al competente Ufficio provinciale).
La valenza sociale ha reso però necessario un approccio sinergico dapprima a livello di Staff tecnico Provinciale (Uffici di Piano e Ausl dei 7 Distretti della Provincia di Bologna) ed in seguito con il territorio imolese (Ausl Imola, Asp, Terzo settore).
Resta da individuare, all'interno dell'organizzazione del Nuovo Circondario Imolese, la competenza tecnico-gestionale dei singoli progetti.
Politiche di contrasto alla violenza di genere
Valutato che, il tema del contrasto alla violenza di genere, pur affrontato nell'ambito del Piano di Zona per la Salute ed il Benessere sociale, ha assunto anche nel territorio del Nuovo Circondario Imolese una rilevanza tale da richiedere un preciso focus istituzionale che aggreghi le risorse messe in campo da Comuni, Enti di gestione dei servizi, Forze di polizia, per una rete con la Comunità locale, la Conferenza dei Sindaci ha attivato un Tavolo circondariale per il contrasto alla violenza di genere.
Parimenti, è stata realizzata dall'Ufficio di Piano la Guida circondariale contro la violenza alle donne, evoluzione di una precedente guida del comune di Imola. Ciò è propedeutico all'impegno del Nuovo Circondario Imolese per il superamento di una frammentarietà negli approcci ed una crescita culturale complessiva del territorio su questo tema.