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Diciamo NO !

mappa sui servizi del territorio

La pubblicazione è una mappa per difendersi dalla violenza maschile sulle donne in ogni sua manifestazione.

La violenza contro le donne, denominata anche violenza di genere, è oggi riconosciuta come un problema di violazione dei diritti umani e di salute pubblica. Essa si alimenta su una cultura ancora basata su stereotipi di cui, il principale, è il potere del genere maschile su quello femminile in ambito sociale, privato (ruoli predestinati e controllo del corpo femminile), economico, politico.

La violenza sulle donne non è dunque un’emergenza, ma è una realtà più diffusa di quanto si pensi nella normalità del quotidiano.  Un fenomeno che prescinde dal colore della pelle, dalla religione, dalla appartenenza  sociale, dal livello di istruzione e dalle fasce d’età.
La maggior parte degli episodi più gravi si consuma fra le mura domestiche.

Ogni anno sono più di 100 le donne uccise in Italia e in Europa, è la prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne dai 16 ai 44 anni.

Per questo si parla di femminicidio

Femminicidio è un termine creato nel 1993 dall’antropologa messicana Marcela Lagarde per indicare la forma estrema di violenza di genere contro le donne, prodotto della violazione dei suoi diritti umani in ambito pubblico e privato, attraverso varie condotte misogine, maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa, sul lavoro, economica,patrimoniale, familiare, comunitaria, istituzionale che comportano l’impunità delle condotte poste in essere tanto a livello sociale quanto dallo Stato e che, ponendo la donna in una posizione indifesa e di   rischio, possono culminare con l’uccisione o il tentativo di uccisione della donna stessa, o in altre forme di morte violenta di donne e bambine: suicidi, incidenti, morti o sofferenze fisiche e psichiche comunque  evitabili, dovute all’insicurezza, al disinteresse delle Istituzioni e alla esclusione dallo sviluppo e dalla  democrazia.

Il territorio imolese non fa eccezione.

Perché una mappa?

Perché le donne che subiscono violenza affrontano la loro condizione in solitudine e spesso non hanno la consapevolezza di essere persone autonome con il pieno diritto di scegliere. I diversi soggetti territoriali che hanno competenze diversificate, corrispondenti agli aspetti del fenomeno, sono una presenza plurima in grado, se messi  in rete, di aiutare ad affrontare il difficile percorso di uscita e di rinascita dalla violenza subita e assistita.

Uscire dalla violenza si può!

Questa non è la prima edizione della mappa, ma il terzo aggiornamento dal 2008 quando la Commissione Pari Opportunità del Comune di Imola  ne curò la prima pubblicazione.
Questa mappa si propone innanzi tutto come strumento a disposizione delle donne che subiscono violenza e di coloro che intendono aiutarle.

In apertura trovate la definizione delle diverse forme in cui si esercita la violenza di genere al fine di agevolarne il riconoscimento. Contiene inoltre le risposte ad alcune delle domande più frequenti che nell’esperienza  di questi anni le donne hanno rivolto ai servizi e alle associazioni impegnate in questo ambito.

Una mappa perché comprende tutti i soggetti a cui è possibile rivolgersi per chiedere aiuto; a ciascuno di questi è stato chiesto di raccontare cosa fanno e con quali competenze sono in grado di fornire il loro supporto.
Le informazioni che trovate, pertanto, sono l’espressione diretta di chi le ha fornite.

Un lavoro prezioso che ha reso possibile l’aggiornamento della mappa, rinnovandone l’utilità, è stato svolto dal Tavolo tecnico di contrasto alla violenza di genere di cui fanno parte

  • Azienda sanitaria (AUSL) 
  • Azienda dei servizi alla persona (ASP)
  • Ufficio di Piano Circondariale
  • i Medici di Medicina generale e i Pediatri di libera scelta
  • Forze dell’Ordine
  • Associazione “Trama di Terre”

Quest'ultima  si occupa di tutti e tre i livelli di accoglienza: sostegno, ascolto e consulenza, ospitalità in case rifugio e ospitalità in emergenza previsti dall’Accordo Metropolitano del dicembre 2015 per la realizzazione di attività di interventi di accoglienza, ascolto ed ospitalità per donne che hanno subito violenza e l’Associazione “PerLeDonne” che, nell’ambito dello stesso Accordo, gestisce uno sportello di ascolto, consulenza e sostegno.

Il Tavolo si incontra periodicamente e si occupa delle azioni in/formative per affrontare le criticità, per esempio l’integrazione dei dati sulla violenza relativi al territorio che è un problema che attende ancora una soluzione adeguata, allo scopo di costruire una rete sempre più efficiente integrando le specifiche competenze.

C’è ancora molto da fare

Siamo consapevoli di quanto ci sia ancora da fare, sia in termini culturali che per quanto riguarda la destinazione di risorse adeguate a supporto della rete e dei soggetti che vi partecipano con il loro impegno quotidiano. La qualità, l’importanza e l’urgenza di assicurare la solidità nel tempo (anche economica) della rete e delle risposte che il territorio è in grado di garantire, va infatti a vantaggio dell’intera comunità locale.

La violenza sulle donne è una sconfitta per tutti.

Scarica

Diciamo no!  - una mappa contro la violenza sulle donne

 

 

 

ultima modifica 28/02/2017 16:01 — pubblicato 28/02/2017 15:50